La Vela
La vela è quella parte del paracadute che permettere di frenare la discesa di un corpo in aria.
La vela del paracadute a profilo alare è collegata all’imbragatura attraverso 20 (venti) funicelle (che formano il fascio funicolare), che vengono assicurate alle bretelle attraverso particolari anelli metallici, detti campanelle. Queste funicelle sono a struttura tubolare e hanno una resistenza allo strappo pari a 250 kg ciascuna.
Sempre facente parte della vela è lo slider, rettangolo di nylon con quattro anelli metallici posti uno su ogni angolo, detti grommet, cui finalità è quella di diminuire il tempo di apertura della vela e diminuire, in tal modo, il cosiddetto shock d’apertura. Attraverso i grommet passano, debitamente suddivise, tutte le funi della vela, fatta eccezione per i comandi, che devono obbligatoriamente scorrere all’interno di due anelli posti sul lato posteriore delle bretelle.
Il materiale di cui è composta la vela è il nylon, anche se le aziende produttrici sono costantemente alla ricerca di materiali sempre più evoluti in grado di garantire una maggiore durata e resistenza.
La vela è suddivisa in sezioni dette cassoni che presentano, nella parte frontale, delle aperture dette bocche, il cui compito è di far penetrare l’aria al loro interno al momento dell’apertura; per garantire alla vela di gonfiarsi completamente in brevissimo tempo, i cassoni sono divisi tra loro da centine che presentano uno o più fori: questo permette all’aria di penetrare all’interno di ogni singolo cassone anche se, per qualsiasi ragione, uno di essi avesse difficoltà a gonfiarsi solo con l’aria che penetra dalla bocca. Inoltre, permettono di equilibrare la pressione interna che viene modificata quando si compiono delle virate che, come vedremo in seguito, si ottengono con la fuoriuscita di aria in seguito alla trazione dei comandi.
La vela, quindi, si compone di una superficie superiore, detta estradosso, e di una inferiore, l’infradosso. La conformazione ad ala della velatura permette all’aria di creare una differenza di pressione tra infradosso ed estradosso, che prende il nome di portanza. Infatti, l’aria fluisce più velocemente sull’estradosso (la parte superiore dell’ala) generando una zona di minor pressione, mentre sull’intradosso (la parte inferiore) l’aria affluisce con minor velocità, creando una zona di maggior pressione, che sostiene la vela.
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